| Agyrion, storia della preistoria di Agira |
FILIPPO di Agira. Ed. 2010
Il nuovo libro di Gaetano Amoruso prossimamente in tutte le librerie e in edicola
Agyrion.it: il libro. Ed. 2008
Da Ercole al web. Un affascinante excursus storico su uno dei più antichi paesi del mondo
In senso inverso. Ed. 2006
Il libro di Gaetano Amoruso tratto da una storia realmente accaduta
Alluvione. Ed. 1998
Il "primo passo" verso il mondo dei libri. Una denuncia contro mafia e servilismo
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Il 2008 all'insegna dell'archeologia
Agira si estende su una superficie di 16311 ettari e conta circa 8000 abitanti.
Fa parte della provincia di Enna ed è uno dei paesi più vetusti d'Italia. Iniziò ad essere abitato trentamila anni fa.
Agira è un grazioso centro agricolo e vanta una ricca produzione di cereali, mandorle, olive e uva. Rilevante è l'allevamento di bovini, ovini e equini grazie alle vaste terre adibite a pascolo. Numerose sono le sorgenti di acqua solforosa.
L'attuale conglomerato urbano di Agira si abbarbica sul fianco ovest del monte Teja su un suolo di tufo calcareo delle fine del pliocene.
Lo storico Maggiore indica il paese come un 'arcaico stanziamento siculo risalente al 1370 a.C mentre l'Amico afferma, nel suo dizionario topografico che Agyrion fu fondata dai Sicani.
Gli abitanti di Agira, in siciliano, sono chiamati "sanfulippani", per via del loro santo patrono, che è San Filippo, un sacerdote oriundo della Tracia, che nel V secolo venne ad evangelizzare la Sicilia centro-occidentale ed era particolarmente valido nell'esorcizzare i demoni, liberando gli invasati e gli ossessi. San Filippo morì ad Agira, a 63 anni, il 12 maggio del 450 circa; sul luogo della sepoltura fu eretta una chiesa.
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