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Immagini "www.agyrion.it"
Alcune foto, prima volutamente velate, sono messe oggi a disposizione degli utenti di agyrion.it in quanto questo portale non si riconosce più nelle attività in questione.
La pagina viene mantenuta per puro spirito di informazione.
Da "La Sicilia" del 12/09/2008. Una campagna di scavi che ha rivelato un "autentico tesoro" e che ha permesso di riportare alla luce quella che potrebbe essere l'unica zecca risalente al IV secolo avanti Cristo scoperta in Sicilia. C'è molto entusiasmo al termine della campagna condotta da Sicilia Antica con il coordinamento della Soprintendenza di Enna e finanziata dal Comune di Agira.
«L'ipotesi che fosse stata fatta una scoperta importante - spiega la soprintendente di Enna Beatrice Basile - era emersa già nelle scorse settimane, ma adesso abbiamo avuto la conferma. Quelle emerse sono le strutture di una zecca del IV Secolo costruita sui resti più antichi dell'abitato dove venivano coniate le monete di Agyrion». Il cantiere avrebbe dovuto concludersi circa un mese fa, ma il rinvenimento di strutture datate tra il Sesto ed il Quarto secolo avanti Cristo che ha permesso di identificare per la prima volta l'insediamento abitato dell'antichissima Agyrion, aveva determinato enti ed autorità coinvolte a disporre una proroga delle attività di scavo. La campagna si
chiuderà oggi, ma in questi ultimi giorni sono state fatte scoperte di enorme importanza storica ed archeologica.
«Oltre a finanziare annualmente la campagna con la formula del cantiere organizzato da Sicilia Antica e supervisionato dalla Soprintendenza - spiega il sindaco di Agira, Gaetano Giunta - predisporremo un progetto per la realizzazione di un parco archeologico nell'area del castello dove sono avvenute le scoperte. Siamo davvero entusiasti di un risultato che premia i nostri sforzi. Adesso puntiamo a valorizzare e rendere fruibili le aree archeologiche rinvenute e valorizzare l'intera area compreso il castello».
E tanta è la soddisfazione di Giuseppe Lo Porto, presidente regionale di Sicilia Antica, associazione che ha presentato il progetto di ricerca e portato 150 volontari che hanno scavato con grande competenza e scoperto i resti della antica città. «La scoperta di mura intonacate riconducibili all'insediamento originario - spiega Lo Porto - ha fatto si che la Soprintendenza autorizzasse a proseguire fino al 12 settembre. Una proroga che ha consentito di rinvenire resti di enorme importanza».
Ad Agira, piccolo centro dell’ennese e patria dello storico Diodoro Siculo, dal 13
Luglio al 12 settembre , si è svolta un’importante campagna di scavi presso il
castello medievale, nell’area dell’acropoli della città greca di Agyrion. La campagna
è frutto della sinergia tra la Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Enna ,
Siciliantica ( Associazione per la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale)
e il Comune di Agira che per intero ha finanziato l’iniziativa, tramite un contributo
dell’amministrazione Sanfilippo In un secondo tempo l’attuale sindaco,
ing.Gaetano Giunta , alla luce degli importanti risultati raggiunti, ha reso possibile
un prolungamento dell’attività di scavo. La direzione scientifica è stata curata dal
soprintendente , dott. Beatrice Basile, la dott.Carmela Bonanno si è occupata della
sicurezza, il dott.Mario Cottonaro, responsabile di scavo nella prima trance di lavori
è stato sostituito dalla dott. Ileana Contino a partire dal 25 agosto.
A scavare un centinaio di volontari di Siciliantica, quasi tutti laureati o laureandi in
Archeologia che , coordinati dal presidente regionale arch. Giuseppe Lo Porto, si
sono avvicendati in otto turni .
Non indifferente l’apporto logistico fornito dalla locale sede di Legambiente che si è
occupata dell’accoglienza dei volontari.
La scelta del sito da indagare è stata dettata da una serie di elementi : l’area in
oggetto, luogo di un’importante fortezza in età federiciana e coincidente con
l’acropoli di diodorea memoria, menzionata dallo storico a proposito del tiranno
Agyris, alleato di Dionigi all’inizio del IV sec. a.C, non era stata mai fatta oggetto,
fino a questo momento , di una campagna di scavi , anche se notizie ufficiose e
scavi clandestini l’avevano già da tempo qualificata come area dell’antica città greca.
Solo le ricognizioni sporadiche ad opera di R.Carta e L.Bernabò Brea avevano fatto
avanzare l’ipotesi di poter ivi ubicare un edificio sacro di età arcaica ; bisogna
aspettare molti decenni per arrivare agli scavi di Scibona del 1979, che , tra l’altro ,
non interessarono gli strati classici dell’area.
E’ così sono stati aperti quattro saggi alle falde delle torri medievali ,qualche decina
di metri più a Sud , all’interno di due diverse proprietà private. Da quello che finora
sembra emergere , non esiste alcun dubbio sul fatto che ci troviamo di fronte all’area
dell’antico abitato greco, come dimostrano, in maniera inequivocabile, pesi da telaio,
pithoi e molta ceramica da fuoco. Sulla scorta dell’evidenza ceramica, possiamo dire
di trovarci in una fase cronologica compresa tra il VI e la fine del IV secolo (dalla
ceramica indigena a bande a quella ellenistica, passando per quella d’importazione
attica ) , mentre sono decisamente più esigue le tracce riferibili a una fase più tarda ;
finora del tutto assente il periodo romano.Di notevole interesse storico e numismatico
le emissioni bronzee, tra le quali vanno ricordate alcune della zecca di Agyrion.
Molto interessanti le strutture murarie del saggio 1 appartenenti a più fasi, dove ,tra
l’altro ,si è riscontrata la presenza di un battuto , la cui relazione con i muri è ancora
tutta da verificare. A monte di quest’area, alla fine della prima trance di lavori, il
rinvenimento di resti di diversi ambienti , le cui pareti presentano ancora tracce di
intonaco policromo ( bianco, rosso ed azzurro) ha destato un interesse non
indifferente e si spera che la zona possa essere meglio indagata.
Una campagna di scavo in un’ area dalle eccezionali potenzialità di cui , finora, non
avevamo quasi nessun dato scientifico, assume così un’importanza ancora maggiore,
anche alla luce di un più vasto progetto di scavo e valorizzazione del sito e di un
innovativo progetto di musealizzazione del materiale rinvenuto che coinvolgerà , in
primo luogo, le scuole locali. E tutto questo a pochi mesi da un'altra importante tappa
per l’archeologia agirina : il ritrovamento di una interessante necropoli ellenistica
nella parte bassa dell’attuale abitato, all’interno di un cantiere privato, segnale
inequivocabile della nuova attenzione rivolta dagli enti preposti, in primo luogo dalla
Soprintendenza di Enna, alla realtà storica del piccolo centro per troppo tempo
rimasto nell’oblio.
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