La vera storia del castello di Agira - www.agyrion.it
Agira, foto inedite inizio anni '60 - www.agyrion.it








Il castello di Agira e le sue rovine


Il castello, che sovrasta dalla cima del monte il sottostante abitato e in particolare il quartiere "Santa Maria", Ŕ attestato, in quanto tale, solo a partire dall'etÓ angioina; le attestazioni delle fonti documentarie del XII secolo relative al castrum e castellum di San Filippo d'Agira in realtÓ sembrano alludere a tutto l'abitato. Gli storici e gli eruditi locali hanno a lungo affermato che le origini del castello risalgono ad epoca islamica; in realtÓ negli ultimi tempi si Ŕ fatta strada l'ipotesi assai probabile, sostenuta da Giuseppe Agnello, dell'esistenza sul sito di opere di fortificazioni fin dall'etÓ antica. Riguardo il castello vero e proprio lo stesso studioso individua nell'architettura dell'edificio elementi propri delle fortezze sveve, ma non azzarda alcuna datazione; esclude, inoltre, importanti interventi costruttivi o anche solo di adeguamento in epoca moderna. Del castello sopravvivono ruderi che consentono una ricostruzione parziale del complesso. Esso doveva essere circondato da una cinta muraria di cui sono visibili, sul lato ovest, la cortina intervallata da tre torri di pianta e dimensioni diverse. La prima torre, posta sull'angolo sud-ovest della cinta, a pianta di trapezio rettangolo. Essa presenta all'esterno paramento regolare in blocchetti, totalmente differente dall'apparecchiatura incerta che caratterizza il tratto di muraglia che dalla torre prosegue in direzione nord. Della torre si Ŕ conservato, oltre il piano terra, la prima elevazione, separati all'interno da un solaio ligneo testimoniato dalle testate delle travi. La copertura del primo piano Ŕ una volta leggermente ogivale. Lungo il muro che guarda a nord esisteva l'accesso principale del castello, guardato da una torre a pianta ottagonale, di cui sopravvivono, interrate, le mura perimetrali del piano inferiore coperto da una volta emisferica. Del piano superiore esistono ancora parte dei lati nord e nord/nord-est e una piccola finestra svasata. Seguendo il corso immaginario del perimetro si incontra la terza torre a pianta quadrata, a cavallo di una scarpata naturale. Di essa rimane un solo vano coperto da volta a botte, illuminato, oltre che dalla porta, da due feritoie strombate. Alla terza torre segue un'altra lacuna muraria che all'angolo nord-ovest della cinta muraria doveva concludersi con la quarta torre, non pi¨ esistente. Dentro la cinta interna, anch'essa distrutta, tra i resti di altre costruzioni conserva la chiesetta di San Filippo. Nella parte sottostante si intravede un vasto ambiente semisotterraneo coperto da volta a botte sostenuta al centro da un arco, che quasi sicuramente fungeva da cisterna.



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Immagini archivio associazione "Alluvione"



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