530-510 AC

390-375 AC (Dionysius I)

302 AC (Agathocles)

280-275 AC (Pyrrhus)

241 AC

215-212 AC (Hannibal)

212-... AC

© agyrion.it



Le dominazioni su Agyrion

Come potete ben vedere Agyrion (Agira) è stata dominata nei secoli da due distinte popolazioni: greci e romani. Differenze etniche, religiose, economiche, culturali hanno segnato questa città da sempre, contraddizioni che si notano anche oggi a distanza di 3000 anni. Agira ha avuto altre dominazioni tra le quali è opportuno ricordare i sicani, gli arabi, gli aragonesi, i normanni. Una nota a parte merita la presenza di ebrei ad Agira. Oggi i documenti d'archivio, scoperti e trascritti, ci forniscono un quadro abbastanza completo dell'ultimo secolo di permanenza in Sicilia degli ebrei, tanto da potere affermare che le comunità che fiorirono nell'Isola in quel periodo storico costituivano una componente non secondaria della società del tempo, quale elemento portante dell'artigianato e del commercio, anche se furono ben lontane dall'influenza che le consorelle Alijamas sefardite esercitarono nella società spagnola del loro tempo. Una enorme mole di documenti d'archivio nonché quelli rinvenuti nella Geniza del Cairo comprovano che gli ebrei siciliani svilupparono i loro commerci precipuamente e primariamente con le coste africane e mantennero stretti rapporti religiosi con le comunità di Ifriqiya ( Tunisia) dell'Egitto e della Palestina. Tuttavia le antiche comunità giudaiche siciliane vennero spesso definite come una etnia bastarda di berberi-arabi ebrei e siciliani di ogni provenienza che presero il nome di "giudaismo siciliano". Anche la loro ortodossia religiosa fu messa in dubbio ed in effetti le influenze dei dominatori islamici crearono un certo imbastardimento della fede giudaico-talmudica con una propensione verso forme magico cabalistiche che si avvicinavano alle consimili forme di esoteria islamica. Di ciò, in vero, non vi sono tracce documentali ma qualcosa si riesce ad intuire dal fatto, ad esempio, che moskea e sinagoga, agli occhi dei siciliani cristiani, non furono mai nettamente distinte se la Sinagoga in Sicilia venne chiamata Meskita, Chinisia o Moskitta, raramente Sinagoga, Bet Knesset, o Scuola. Tuttavia non è possibile paragonare le Giudecche di Sicilia alle Alijamas di Spagna, che brillarono per ben maggiore spessore culturale per l'eroico attaccamento alla tradizione religiosa, per le grandi personalità che le vivificarono e per l'influenza che riuscirono ad esercitare sulla società araba prima e cristiana poi. Il peso economico delle Giudecche di Sicilia rimase circoscritto all'artigianato, con qualche rara eccezione di mercanti internazionali e di grossi banchieri. Mancò certamente nell'isola una struttura finanziaria ebraica della portata di quella spagnola ma la mancanza di una solida struttura finanziaria non riguarda esclusivamente la minoranza ebraica bensì tutta la Sicilia che, periferia dei regni di Spagna, subì gli effetti negativi e di lunghissima durata, di una stagnazione economica senza speranza, schiacciata, per di più, da una nobiltà parassita e spendacciona che non ebbe mai interesse a migliorare il rendimento di feudi lontani dalle loro lussuose residenze, isolati e dominati sin da allora da quella classe di campieri, precursori della mafia ottocentesca. Il microcosmo giudaico in Sicilia, non ha avuto un Samuele ibn Nagrela, ministro del califfo di Granata Habbus, che segnò l'iniziò di quella che giustamente viene definita l'età d'oro del giudaismo, o un Mosé Maimonide; ma ciò non toglie che il giudaismo isolano merita di essere studiato ed approfondito per l'originalità della sua espressione e per la capillare diffusione che ebbe in tutta l'Isola, influenzando alcuni di quelli che sono divenuti caratteri ben definiti della sicilianità, come l'atteggiamento disincantato e scettico verso qualunque forma di fondamentalismo politico o religioso, o certe forme di attaccamento alla tradizione che possono ritrovarsi solo nella nazione ebraica. Ma i lasciti del giudaismo siciliano non sono solo questi. Tutta la cultura occidentale ha ricevuto positivi apporti dall'ebraismo, che per fortuna oggi, dopo la tempesta antisemita deU'ultimo conflitto mondiale, non vengono più messi in dubbio. È comunque compito arduo separare verità da pregiudizi e luoghi comuni quando si parla di "influenza ebraica" nella cultura siciliana. Uno dei pregiudizi riguarda il tanto decantato clima di estrema tolleranza che avrebbe contrassegnato la lunghissima presenza ebraica in Sicilia sotto le dominazioni che si succedettero nel tempo. Non vi sono più dubbi sul fatto che, sotto gli arabi, quella speciale minoranza etnica, certamente imbastardita con il tempo, divenne giudeo-siculo, fu assoggettata alla tradizione ed alla legge dei dhimmi, del resto corne tutte le minoranze etniche e religiose che vivevano entro i confini dell'impero islamico. Gli ebrei che durante e dopo la dominazione araba parlarono la stessa lingua dei musulmani godettero o subirono, a seconda dei pùnti di vista, della speciale posizione di minoranza protetta dietro pagamento dello speciale testatico che consentiva l'esercizio della propria religione ed una larga autonomia amministrativa all'interno delle varie judeche. Il sistema dei dhimmi, sino a quando lo spirito del monoteismo islamico non si trasformò in fanatismo intollerante, rispondeva alla real politick dei capi arabi che anteposero l'utilità di servirsi delle potenzialità economiche ed intellettuali delle popolazioni conquistate alla spinta religiosa conversionistica dell'Islam. Ben diverso il sistema delle tasse imposte in seguito dai cristiani agli arabi residuali ed agli ebrei per l'esercizio delle loro religioni. Si tratta della Ghezia o Gizìa, autonomamente divisa tra i componenti delle comunità ebraiche isolane, ufficialmente definite Universitates judeorum . Nel mondo cattolico la ratio di tale sistema affondava in un miscuglio d'intolleranza religiosa,pregiudizio antiebraico ed avidità di denaro: elementi che suggerivano al potere religioso e politico l'utilità di trasformare la Universitas judeorum in un vero e proprio esattore delle imposte per conto dello Stato, del signore feudale o del vescovo, dando in tal modo certezza del riscosso per il non riscosso Con queste premesse ci si rende conto di quanto interessante sarebbe conoscere meglio la storia ebraica della Sicilia, specie durante il periodo arabo che risulta il più oscuro per la estrema povertà di fonti. Un sostanziale clima di tolleranza continuerà tuttavia a circondare gli ebrei, anche dopo la reconquista normanna della Sicilia al cristianesimo e ciò caratterizzerà la Sicilia sino agli inizi del XV secolo. Comunque sia, l'ebraismo siciliano inizia a svolgere un ruolo culturale ed economico peculiare degno di nota solo dopo la conquista normanna anche se agli occhi della maggioranza cristiana l'ebraismo appare, e non proprio a torto, una specie di sincretismo arabo-giudaico. Ma si rattava di scarsa conoscenza perché i giudei mantennero la loro originale individualità conservando le forme essenziali della loro identità religiosa anche se i contatti con i centri della spiritualità e della tradizione giudaica, con la Gerusalemme dei Gahonim, furono a lungo sporadici mentre normali e frequenti furono le relazioni con la vicina costa Tunisia. Nell'ebraismo delle coste del Magreb, ed in particolare della Tunisia, vanno dunque ricercate le radici più vitali dell'ebraismo siciliano dando ragione dell'intricata ragnatela genetica che ha prodotto il moderno siciliano e la varietà e contraddittorietà dei caratteri fisici e psicologici impresse nelle generazioni successive di siciliani.


As you can very see Agyrion (Agira) has been dominated in the centuries from two distinguished populations: Greeks and Roman. Ethnic, religious, economic, cultural differences have marked this city from always, contradictions that are noticed today also at a distance of 3000 years. Agira has had other dominations between which it is opportune to remember the sicani, the Arabs, the Aragoneses, the normanni. A famous one to part deserves the presence of Hebrew to Agira. Today the transcribed documents of the archives, discoveries and, supply we a enough complete picture of the last century of permanence in Sicily of the Hebrew, much to be able to assert that the communities that they bloomed in the Island in that historical period constituted one not secondary member of the society of the time, which carrying element of the handicraft and the commerce, even if were very far from the infuence that consorelle the sefardite Alijamas they exercised in the Spanish society of their time. An enormous archives document size let alone those recovered in the Geniza of the Cairo prove that the Hebrew sicialian precipuamente developed to their commerce and primarily with the coasts Africans and maintained tightened religious relationships with the communities of Ifriqiya (Tunisia) of Egypt and Palestine. However the ancient sicialian giudaiche communities often came defined like etnia bastard of Hebrew Berber-Arabs and a sicialian of every origin who took the name of "sicialian giudaismo". Also theirs ortodossia religious were put in doubt and in effects the infuences of the dominating Muslims created a sure imbastardimento of the giudaico-Talmudic faith with a propensione towards cabalistic shapes magical that were approached the consimili shapes of esoteria Muslim. Of that, in true, not there are traces documents them but something is succeeded to intuire dal made, example, than moskea and sinagoga, garlics Christian eyes sicialian goddesses, were not never clearly distinguished if the Sinagoga in Sicily came called Meskita, Chinisia or Moskitta, very rarely Sinagoga, Bet Knesset, or School. However it is not possible to compare the Giudecche of Sicily to the Alijamas of Spain, that they shone in order very greater cultural thickness for the heroic attachment to the religious tradition, for the great personalities that the vivificarono ones and for the infuence that succeeded to exercise before on the Arabic society and Christian then. The economic weight of the Giudecche of Sicily remained circumscribed to the handicraft, with some rare exception of international merchants and large bankers. A Jewish capital structure of the capacity of that Spanish lacked sure in the island but the lack of a solid capital structure does not regard exclusively the Jewish minority but all the Sicily that, the periphery of the reigns of Spain, endured the effects denied to you and of longest duration, of an economic stagnazione without hope, crushed, for more, from a nobility parasite and spendacciona that it did not have never interest to improve the rendering of feudi far from their lussuose residences, isolates and it dominates to you to you sin from then from that class of campieri, premonitory of the nineteenth-century Mafia. The giudaico microcosm in Sicily, has not had a Samuele ibn Nagrela, minister of the caliph of Grenade Habbus, that it marked began it of that just comes defined the age of gold of the giudaismo, or a Mosé Maimonide; but that does not remove that the giudaismo isolates deserves of being studied and being deepened for the originality of its expression and for the capillary spread that all had in the Island, influencing some of that have become characters very defined of the sicilianità, like the disincantato and skeptical attitude towards any shape of political or religious fondamentalismo, or sure shapes of attachment to the tradition that can be found again single in the Jewish nation. But the bequests of the sicialian giudaismo are not only these. All the western culture has received positi contributions to you dall' ebraismo, than for fortune today, after the anti-semitic storm deU' last world-wide conflict, does not come more puttinges in doubt. It is however arduous task to separate to truth from prejudgments and common places when it is spoken about "Jewish infuence" in the sicialian culture. One of the prejudgments regards the a lot extolled climate of extreme tolerance that would have marked the longest Jewish presence in Sicily under the dominations that succedettero in the time. Not there are more doubts on the fact that, under the Arabs, that special ethnic minority, sure imbastardita with the time, divenne giudeo-sicilian, was subjected to the tradition and the law of the dhimmi, of the rest corne all the ethnic and religious minorities that lived within the borders of the empire Muslim. The Hebrew who during and after the Arabic domination spoke the same language about the Muslims enjoyed or endured, to second of the pùnti of sight, the special position of minority protect behind payment of the special capitation that concurred the exercise of the own religion and one wide administrative autonomy to the inside of the several ones judeche. The system of the dhimmi, until to when the spirit of the monoteismo Muslim did not transform itself in intollerante fanatismo, answered to the real politick of the Arabic heads who put in front the usefullness to use of the economic and intellectual potentialities of the populations conquered to the conversionistica religious push of the Islam. Very various the system of the taxes taxes later on from the Christians to the residuali Arabs and the Hebrew for the exercise of their religions. Draft of the Ghezia or Gizìa, independently uniform between the members of the Jewish communities isolates some, officially defined Universitates judeorum. In the catholic world the ratio of such system sank in a concoction of religious intolerance, prejudgment antiHebrew and greed of money: elements that suggested to the religious and political power the usefullness to on behalf transform the Universitas judeorum in true and just a tax-collector of the taxes of the State, the feudale getlteman or the bishop, giving in such a way certainty of the collected one for collected With these premises us does not become account of interesting how much would be to more better know the Jewish history of the Sicily, species during the Arabic period that turns out darkest for the extreme poverty of sources. A substantial climate of tolerance will continue however to encircle the Hebrew, also after the reconquista normanna of the Sicily to the Christianity and that the Sicily until at the beginning of XV the century will characterize. However it is, the sicialian ebraismo begins to carry out a cultural role and economic peculiar worthy of famous after the conquest normanna even if to the eyes of the Christian majority the ebraismo it only appears, and not just to twisted, one species of sincretismo Arab-giudaico. But rattava of insufficient acquaintance because the giudei maintained theirs originate them individuality conserving the essential shapes of their religious identity even if the contacts with the centers of the spiritualità and the giudaica tradition, with the Gerusalemme of the Gahonim, were to along sporadic while normal and attend were the relations with the near Tunisia coast. In the ebraismo of the coasts of the Magreb, and in particular of Tunisia, they go therefore searched the more vital roots of the sicialian ebraismo giving reason of the genetic intricata one ragnatela that has produced to the modern sicialian and the variety and contraddittorietà of the physical and psychological characters impresse in the successive generations of sicialian.

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