Nel 1338 sotto la reggenza di Re Pietro d’Aragona, (1337-1342) la città Agira, si adoperò a far giungere a Castiglione di Sicilia (Ct) mille cittadini a dare manforte per la costruzione della Chiesa-monastero, ed è presumibile inoltre, che in tale occasione siano state affrescate persino le pareti. Gli affreschi sono stati portati alla luce con grande maestria ed equilibrata mano, dai tecnici della Soprintendenza dei BB.CC.AA. di Catania, dall’architetto Giuseppe Sciacca e dal geometra Concetto Stagnitti, la dott.ssa Francesca Migneco invece, ha curato i particolari nella qualità di direttore della sezione storico-artistica, i restauri sono stati eseguiti nell’anno 1994/95. Scoperti per caso, dal prof. Carlos Dionisio d’Agostino (bizantinista), divengono lo strumento per la corretta individuazione della meravigliosa arte iconografa-bizantina. In una bolla papale, si leggeva, afferma il Canonico De Elefante, che nel 1088 il Papa Urbano II, dovendosi recare presso la Diocesi di Troina, (per fatti inerenti agli accordi sulla Legazia Apostolica con il Gran Conte Ruggero d’Altavilla il Normanno) passò da Randazzo, nel 1899 il prof. Mandalari scriveva la stessa cosa, il Sardo infine nel 1910 ci trasmette che Sua Santità il Papa Urbano II, possa aver persino trovato ristoro presso i frati Cassinesi di San Nicola.

Igitur prope flumen, cui nomen Cantara, delecto loco, mille passibus ab Oppido dissito, Monasterium brevi excitavere Monachi, atque Ecclesiam, quae hodie sub-titulo Sancti Nicolai antiqua servat vestigia picturarum, piorum adjuti eleemosynis, costruxerunt. Cum autem acris insalubritate locus laboraret, eo relicto, civium eorumdem opera, novum ad balistae jactum ab Oppido Coenobium, su-titulo SS. Trinitatis condidere, ubi quampluribus annis, Regularis observantiae studiis intenti, magna populorum aedificatione Monasticum institutum propagarunt.


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